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BIOGRAFIA DELL’AUTORE DEL PROGETTO
(Io e la musica)
Mi chiamo Gaetano Favara e sono nato a Catania il 6 febbraio 1982.
Sono iscritto alla S.I.A.E. e diplomato al CET di Mogol dal 2002.
Sono appassionato di musica da quando ero piccolo anche se la mia prima musicassetta registrata che ricordo è quella del Festival di Sanremo dell’89,
manifestazione che ho sempre seguito anche per la curiosità di vedere che impatto ha sul pubblico una canzone inedita.
Mi piace soprattutto la musica italiana perché, rispetto alla musica straniera (per me che non capisco l’inglese “al volo”), ha due linguaggi: la musica e il significato
delle parole.
Conosco e ascolto più o meno approfonditamente tutti gli artisti italiani dagli anni ’60 fino ad oggi, con una particolare preferenza per la musica cantautorale e
pop/melodica con venature rock.
Per quanto riguarda la mia “carriera” di autore, posso dire che da piccolo cantavo delle canzoni di cui inventavo le parole sul momento,
ma la prima volta che mi sono messo a scrivere qualcosa (testi di canzoni e alcune poesie) coscientemente risale all’Ottobre del ’96.
Lo scopo era quello di scrivere dei testi che avessero la struttura di una canzone. Da quel momento lì, fino alla fine del 2000, ho scritto più di 50 testi che nascevano
assieme ad una melodia che col tempo dimenticavo o ricordavo solo in parte proprio perché era solo un mezzo per scrivere un testo scorrevole. Inizialmente scrivevo
senza alcun fine, infatti solo nel ’99 seppi dell’esistenza del C.E.T. (Centro Europeo di Toscolano/Scuola di Mogol) in cui organizzano dei corsi di perfezionamento
anche per autori di testi. Da quel momento il mio primo obiettivo diventò partecipare a quel corso, per cui bisognava mandare tre testi e sperare di essere scelti.
Per la prima volta ho pensato di trasformare la mia grande passione per la musica in qualcosa di concreto, qualcosa che mi desse la possibilità di far ascoltare a più
persone possibili le mie canzoni.
Preso il diploma con 88/100 nel 2000 presso l’Enrico Fermi di Catania (come Tecnico delle Industrie Elettroniche), avendo più tempo a disposizione,
tra il marzo e il settembre del 2001 ho fatto un lavoro di perfezionamento di tutti i miei testi.
In quella occasione tutti i testi sono stati registrati con la melodia vocale diventando di fatto delle canzoni più complete. Mi accorgevo, nonostante il mio spirito
autocritico, di alcuni miglioramenti sotto il profilo della scorrevolezza e di poter sviluppare melodie con più naturalezza.
Inaspettatamente, nel gennaio del 2002 capitò, quella che molti chiamano fortuna ma che io preferisco definire la cosa giusta nel momento
giusto. La S.I.A.E. indette un concorso nazionale con in palio ventiquattro borse di studio proprio per frequentare il C.E.T., al quale, dopo aver scelto i tre testi, partecipai.
Ho quindi affrontato nel marzo del 2002 l’ultima selezione che prevedeva il colloquio con i maestri del centro (tra cui l’affermato autore Cheope, nome d’arte del figlio
di Mogol e autore di moltissime canzoni di Laura Pausini e non solo), svoltasi al C.E.T. (in provincia di Terni), alla quale parteciparono 50 dei circa 700 (secondo quanto ci dissero) candidati.
Dopo qualche giorno ho saputo di aver vinto una di quelle borse di studio.
Fra l’altro ero uno dei più giovani tra i vincitori (avevo 20 anni) rispetto ad un’età media presumibilmente tra i 25-27 anni.
Dopo aver frequentato tra maggio e luglio dello stesso anno il corso di perfezionamento e dopo aver ricevuto l’attestato di qualifica come autore di testi dopo la prova
finale in agosto, la mia ispirazione si è un po’ arenata, probabilmente perché quello era il primo riscontro positivo che avevo. Fino a quel momento non sapevo se ero
all’altezza delle mie aspirazioni.
Da questo punto di vista l’esperienza al C.E.T. è stata decisiva, oltre che per i tanti consigli sulla scrittura, su alcuni aspetti dell’ispirazione e su come muoversi
nell’ambiente discografico.
Sentivo l’esigenza, a questo punto, di dover fare un passo decisivo in avanti rispetto al passato, per raggiungere una qualità accettabile tale da poter presentare una
canzone completa di testo e musica. Nel periodo che va dall’agosto del 2002 fino a giugno del 2005 ho scritto poco, tante idee e tanti spunti musicali e
alcune canzoni incomplete, ma niente di più. Le mie canzoni sono quasi sempre nate da un titolo da cui sviluppare una canzone, nella maggior parte dei casi in un secondo
momento rispetto alla genesi del titolo stesso.
Nel luglio del 2005 ho ritrovato una nuova ispirazione, quindi ho scelto i titoli, tra i tanti che avevo “in cantiere”, per portare a termine
un progetto musicale che fosse il più definitivo possibile, per qualità, quantità e “sperimentazione”.
Decisi di cimentarmi per la prima volta con la scrittura al femminile.
Attualmente le nuove canzoni che ho scritto sono circa 50.
Tra queste, molte canzoni possono essere cantate sia da un uomo che da una donna.
Tutte le canzoni che ho scritto precedentemente sono state messe da parte, sia perché credo che non siano all’altezza nella loro interezza, sia perché
molte erano ancora troppo discorsive e poco sintetiche, quindi piuttosto che “sistemarle” ho preferito ripartire da zero pur pensando che valga la pena in futuro
ripescare per diversi motivi alcune di quelle canzoni.
Le mie canzoni, complete di testo e musica, non si ispirano a nessuno in particolare, anche perché non mi piace fossilizzarmi su un genere, anzi posso dire che tra
le canzoni che finora ho scritto e pur parlando d’amore, situazioni di vita, stati d’animo e temi sociali, a volte
fritti e rifritti, ho sempre cercato una componente di originalità.
Sicuramente così come ascolto di tutto, mi piace scrivere cose varie.
Ovviamente tra tutte le canzoni ci sono quelle che hanno una propria autonomia e quelle che possono trovare la loro collocazione all’interno di un album, d’altronde è
impossibile scrivere canzoni con la pretesa che tutte debbano essere dei singoli.
Credo che scrivere una canzone dev'essere una cosa spontanea, che deriva dalla voglia di trasformare un’emozione in parole per comunicare ad altri qualcosa o meglio
ancora per suscitare in altri quelle emozioni che hanno permesso all’autore di creare quell’opera, ricreando quindi in altri le stesse sensazioni che l’autore ha vissuto
o immaginato di vivere.
Come si può notare in questa biografia non vi è alcun cenno agli strumenti che suono proprio perché non suono alcuno strumento o meglio
strimpello appena la chitarra. Solo una volta mi è capitato di scrivere una canzone cercando gli accordi con la chitarra e scrivendo immediatamente le parole che mi
suggeriva la musica ed il risultato non fu disastroso.
Tuttavia non avendo particolare abilità nel suonare mi sento limitato dal fatto di dover trovare gli accordi anche perché la musica e le parole nascono nella mia testa
nello stesso istante e più raramente nasce prima la musica e poi il testo, come invece forse avviene per molti compositori. In fondo anche chi compone
con la chitarra in mano o al pianoforte non fa altro che eseguire con lo strumento quello che ha in testa. Io evito di eseguirlo nel momento della creazione cantando
con la voce sia la parte cantata, cioè il testo, sia la parte musicale come fa chiunque quando canticchia una canzone già conosciuta.
Mi sembra quasi superfluo dire che anche se non sono un ottimo cantante, sono assolutamente intonato altrimenti tutto ciò sarebbe impossibile.
A scanso di equivoci, la partitura della canzone con la quale mi sono iscritto alla S.I.A.E. è stata scritta da un trascrittore ascoltando solo il file Mp3, da me cantato, senza ulteriori indicazioni.
Ammetto di essere un autore atipico in questo, ma non credo sia un problema per qualsiasi musicista trovare le note e/o gli accordi da una canzone cantata anche perché spesso lo
si fa con le canzoni sentite alla radio e anche perché comunque farò in modo di far capire al meglio la melodia anche attraverso l'indicazione delle note e/o accordi, cioé le fornirò io.
Non so se questo sia più o meno “professionale”, ma spero che per chi si reputa a torto o a ragione “professionale” non sia un ostacolo, altrimenti sarebbe un peccato
per entrambi.
Questo tipo di lavoro l'ho già fatto, e non ho avuto problemi nell'interagire con l'interprete e l'arrangiatore. Quello che dovrebbe sempre contare è il risultato finale.
Sono stato sempre dell’idea che la qualità delle canzoni è fondamentale e che il resto viene da sé.
Sono sicuro di avere ancora margini di miglioramento, ma penso che già alcune delle mie canzoni meritino di essere arrangiate. Quanto meno per
essere proposte nelle sedi opportune e alle persone che hanno facoltà di giudizio nel settore.
Sarete comunque voi a giudicare il mio lavoro e decidere se far parte di un progetto ambizioso. Da parte mia e da parte vostra non dobbiamo fare altro che capire se le
nostra musica e le nostre aspirazioni vanno nella stessa direzione.
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